Civis. Accusa di frode per il presidente di CCC

17 giu. – Il presidente del Consorzio Cooperative Costruzioni Piero Collina è stato accusato di frode in pubbliche forniture all’interno dell’inchesta sul tram su gomma. E’ solo l’ultimo tassello dell’inchiesta del pm Antonello Gustapane che nelle ultime settimane aveva già coinvolto Collina con l’accusa più grave di corruzione, insieme all’ex sindaco Giorgio Guazzaloca, all’ex direttore generale del Comune Alfredo Biscaglia e cinque amministratori della concessionaria Maresca Fiorentino.

Oltre al presidente di CCC sono accusati di frode altre sei persone: i due direttori dei lavori dell’Ati, l’associazione temporanea di imprese composto da CCC e Irisbus e quattro dirigenti che si sono succeduti al vertice di Irisbus. Gli indagati saranno sentiti in Procura tra la fine di giugno e i primi di luglio.

Oggi i pm hanno ascoltato, come persona informata sui fatti, il direttore generale del trasporto pubblico locale del ministero dei trasporti Virginio Di Giovanbattista e al colloquio era presente anche Francesco Monaco, presidente della comissione di sicurezza che due settimane fa ha bocciato la guida ottica del Civis, giudicandolo poco sicuro. La commissione aveva comunque lasciato la porta aperta alla possibilità di mantenere la guida ottica nelle fasi di accostamento alle banchine: tra due settimane Monaco convocherà un nuovo incontro della commissione che chiedere a Irisbus di presentare presto tutta la documentazione necessaria per analizzare la fase di avvicinamento del mezzo alle banchine.

Dopo l’ulteriore valutazione della commissione spetterà al Comune decidere cosa fare e come utilizzare il Civis, quindi alla fine il Ministero dei trasporti dirà la sua.

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