29 nov. – Quindicimila euro al giorno: è quello che l’Atc chiede a l’Associazione Temporanea di Imprese formata da Irisbus e Consorzio Cooperative Costruzioni come penale per i ritardi nella realizzazione del Civis. Secondo il direttore dei lavori dell’azienda trasporti bolognese, l’ingegner Fabio Monzali, il tram su gomma sarebbe dovuto essere pronto il 28 giugno 2010, salvo i collaudi, ma i lavori da fare sono ancora molti. Sono ancora in alto mare, infatti, i cantieri di via Mazzini, via Gramsci, via Amendola, piazza XX Settembre, via Pietramellara, la rotonda piazza dei Martiri e parte di viale Filopanti. Atc ha chiesto, facendo valere il contratto, una penale che ammonta ad ora a più di due milioni di euro, a cui potrebbero venire aggiunti dei rimborsi per i mancati guadagni.
Iribus e Consorzio Costruttori si difendono dicendo che i ritardi non dipendono da loro, ma sono state causate dalle modifiche al percorso nel centro storico. La Soprintendenza ai Beni Storici e Architettonici era infatti contraria ad un intervento invasivo, come era previsto nel progetto originale ed ha richiesto numerose modifiche in corso d’opera.
Sul fronte della sicurezza del tram su gomma, invece, sembra non esserci nulla di nuovo: Atc dichiara di aver segnalato i problemi tecnici, come l’inceppamento della guida ottica o i problemi di visibilità messi in luce dagli autisti. Ora Iribus starebbe provvedendo a cercare le soluzioni migliori.
Arrivano infine buone notizie sul terzo capitolo del Civis: la perizia Pisani ha rassicurato i bolognesi sul rischio di danni alle Due torri, il simbolo della città non verrebbe danneggiato dal passaggio del tram ottico. Palazzo d’Accursio attende ora la conferma dall’Ispra, incaricata di dare “l’ultima parola” sull’effetto del Civis sulle torri bolognesi. L’ultima preoccupazione del commissario sarebbe il Portico dei Servi per il quale sono state richieste delle indagini sugli effetti del cantiere Civis in strada Maggiore.

