Bologna, 9 dic. – Riunire in un unico contenitore tutti coloro i quali si sentono, dentro e fuori il Partito Democratico, ancora “di sinistra“. Quello che ai comuni mortali sembra uno sforzo disumano, per Giuseppe Civati, “Pippo il Rosso”, è una cosa possibile. E per questo, dopo mesi di mal di pancia, di distinguo, di scontri verbali anche molto accesi, sabato 13 dicembre, riunirà alle Scuderie di Bologna i suoi sostenitori. In quella sede verrà lanciato il “progetto politico Possibile”. Non (ancora) un partito, dicono i civatiani, ma il tentativo di riportare i temi di “sinistra” al centro dell’azione del Governo.
L’intervista a Pippo Civati: “Riunire la sinistra”
All’indomani dello sciopero generale di Cgil e Uil contro il Jobs Act, sabato, in piazza Verdi, ci saranno, oltre al leader Civati, i civatiani Elly Schlein, europarlamentare, Luca Pastorino, deputato, e Lucrezia Ricchiuti, senatrice. I loro interventi, sul palco nell’ex scuderie dei Bentivoglio,si alterneranno a quelli di rappresentanti della cosiddetta ‘sinistra diffusa‘, dal sindacato all’associazionismo fino ad esponenti di altri partiti e professori universitari. Alcuni nomi: la politologa Nadia Urbinati, Nicola Fratoianni di Sel, i sindacalisti Ilaria Lani e Daniele David della Cgil, l’ex segretario dei Giovani Comunisti Simone Oggionni, Annalisa Corrado di Green Italia – Veri Europei.
La scelta di ritornare a Bologna, a 10 mesi dall’incontro nel quale decise di non lasciare il partito pur criticando duramente il modo in cui Renzi aveva scippato il Governo al compagno di partito Letta, nasce dalla “ferita aperta” dell’altissima astensione alle regionale del 23 novembre scorso. Lo dice chiaro e tondo Elly Schlein: “Considero una ferita aperta il fatto che 6 cittadini su 10 non siano andati a votare in una regione come la nostra”. I civatiani, ma non solo loro, imputano proprio al Governo e alle scelte fatte finora il grande disinteresse dei cittadini. E’ per questo che vogliono provare a ripartire, da sinistra, a rilanciare l’azione politica del Pd, mettendo al centro dell’agenda i temi del lavoro, dell’ambiente, dei diritti e della lotta alla corruzione.
“Alla retorica dei gufi- scrivono i civatiani nella mail di convocazione dell’incontro- rispondiamo con la ricognizione sulle decisioni che è chiamato a prendere il Partito Democratico”. E così, alle migliaia di persone che in questi ultimi mesi hanno partecipato agli eventi dei civatiani è stata inviata una mail con l’invito a prendere parte ad una sorta di consultazione dal basso: un questionario in cui indicare il giudizio sul Jobs act e sullo Sblocca Italia, quali dovrebbero essere i temi prioritari nell’agenda di governo, il giudizio sul modo in cui il Pd dovrebbe relazionarsi al sindacato. “Vogliamo ripartire dai temi” dicono i civatiani che si sentono sempre più in bilico. “Cosa accadrà non lo so” dice Schlein che comunque conferma la difficoltà dei suoi compagni d’area a sostenere provvedimenti “per i quali non siamo stati votati”. L’ipotesi di un’uscita dal partito rimane quindi “sul tavolo”.

