Bologna 29 ott.- La Città Metropolitana parte azzoppata dai tagli del Governo tanto che il neo sindaco metropolitano Virginio Merola ha incontrato i sindacati della funzione pubblica che hanno riferito di un clima di grave “incertezza” e di un “serio problema di tenuta degli stipendi a partire dal 2015” per quanto riguarda i 900 dipendenti.
La legge di stabilità prevede per Province e Città Metropolitane un taglio di un miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017. Una mannaia che fa dire ai neo presidenti delle Province, riuniti a Roma, che è concreto il rischio dei licenziamenti e la tenuta dei servizi visto che le province si occupano di scuole e strade. “I sindaci neo eletti Presidenti di Provincia e gli amministratori provinciali, analizzata la Legge di stabilità 2015, ritengono che non sia possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini in capo alle Province e alle Città metropolitane”, hanno scritto.
Si rischia inoltre di bloccare il progetto di riforma avviato. E’ emerso nell’ultima seduta del consiglio metropolitano che entro dicembre deve approvare lo statuto della neonata città metropolitana. “E’ un errore di impostazione del
Governo quello di non avere distinto tra Province e Citta’ metropolitane” hadetto Merola mentre per alcuni consiglieri si rischia addirittura di non riuscire a lavorare.

