Questa è una storia raccontata da una sola parte. Nonostante la redazione di Città del Capo abbia cercato di avere anche la versione dell’azienda trasporti, finora la vicenda della donna di colore lasciata a terra da un autista Atc (mentre due delle sue borse della spesa sono partite sul 33) la potete conoscere solo attraverso la testimonianza dell’ascoltatrice che ha sentito il bisogno di raccontarcelo, e che poi ha sporto regolare reclamo.
Da giovedì mattina attendiamo di sapere quale sia la versione del conducente del bus 33 che verso le 9.20 transitava dalle parti di porta S.Isaia. Da giovedì ci sentiamo dare da Atc risposte che sfidano la logica. L’Atc, ricordiamolo, è un’azienda pubblica partecipata dal Comune di Bologna e dalla Provincia. L’unico particolare che ci è stato dato dall’ufficio comunicazione è che l’autista è stato individuato. Poi il silenzio. Impossibile sapere quale sia stata la sua versione. E le borse? Dove sono finite? Hanno proseguito il loro viaggio in autobus? L’autista le ha raccolte e le ha portate al deposito?
Lo diciamo chiaramente: questa mancanza di chiarezza non ci piace, questa chiusura a riccio ci sorprende anche se in passato già sulla vicenda della scomparsa dei biglietti ecotickets ed ecodays avemmo il nostro bel da fare per ottenere attenzione da Atc. Non abbiamo puntato il dito contro nessuno ma solo raccontato i fatti, ci siamo chiesti se quello che era accaduto era frutto di maleducazione o se c’era stata anche una punta di razzismo. Non abbiamo risposte preconfenzionate e spesso abbiamo raccontato anche il malessere degli autisti che a volte si traduce in comportamenti poco graditi dall’utenza.
Ma se si lascia correre su questo episodio domani ce ne saranno altri, e magari ci si abituerà a certi atteggiamenti. Riteniamo che sia dovere di Atc fare chiarezza, proporci la versione del conducente, e aiutarci a capire la natura di quello che è successo.


Un commento
anch’io sono stata testimone di un episodio analogo, per il quale ho sporto reclamo ad ATC..