Circolare 33, arriva la risposta di Atc

13 set. – Dopo dieci giorni dalla testimonianza di una nostra ascoltatrice che ha voluto denunciare un episodio accaduto sull’autobus 33 all’altezza di porta Saragozza è arrivata la risposta di Atc.

Vi riportiamo integralmente la nota inviata dall’ufficio stampa di Atc.

Di fronte a due versioni molto diverse, l’Azienda non può che prendere atto dei fatti riportati dalle due fonti, astenendosi da commenti che sarebbero, in un caso o nell’altro, frutto di preconcetti.
Secondo
la testimonianza del conducente, questi, dopo aver regolarmente effettuato la fermata di Porta Saragozza, con relativa salita e discesa di passeggeri, ripartiva. Solo dopo la ripartenza, dai giardinetti sarebbe sbucata una signora (di cui il conducente non avrebbe potuto identificare, secondo quanto riferito, l’appartenenza etnica) che richiedeva la fermata. Essendo già partito e quindi non in presenza dei requisiti di sicurezza necessari per farla salire, l’autista proseguiva. Successivamente, una signora presente sul mezzo gli si avvicinava lamentando, con toni accesi, l’accaduto dichiarando di avere intenzione di dare risalto mediatico all’episodio. A queste parole, l’autista sceglieva di non replicare in alcun modo per non innescare possibili diverbi. Alla precisa richiesta fatta al conducente se la signora lasciata a terra avesse delle borse della spesa e se in qualche modo avesse potuto caricarle a bordo del bus, l’autista ha escluso questa possibilità.
Al rientro in deposito, avvenuto alle ore 10.50 circa, sull’autobus non erano presenti delle sporte.
A quanto risulta ad ATC nessun altro – se si esclude la testimonianza dell’ascoltatrice – ha reclamato la sparizione di sporte della spesa.
Chiarezza per chiarezza e sincerità per sincerità, non comprendiamo il richiamo retorico all’azienda a capitale pubblico: da parte di ATC giudicare inattendibile la versione dell’ascoltatrice dopo aver sentito il conducente sarebbe ingiusto e scorretto tanto quanto il contrario. In casi tanto dubbi, di sicuro non manca il rammarico e la tristezza per quanto, in un modo o nell’altro, può essere realmente accaduto; accostamenti ad atti di razzismo o maleducazione, o accuse di ricostruzioni fantasiose sono, però, ipotesi che non ci sentiamo di fare e che lasciamo volentieri ad altri.
ATC SpA

Prendiamo atto della risposta di Atc che abbiamo cercato con insistenza fin dal primo giorno e che riceviamo solo oggi. Non capiamo però che cosa ci sia di “retorico” nel richiamare il fatto che l’azienda del trasporto locale di Bologna abbia capitale pubblico.
Le versioni sono talmente diverse da essere inconciliabili, ma continuiamo a nutrire la curiosità di sapere dove siano finite le due borse della spesa e non ci sentiamo rassicurati dal fatto che solo l’ascoltatrice (che è anche un’utente Atc) le abbia reclamate. Infine una parola sulle domande, “razzismo o maleducazione?”, che abbiamo posto. Non abbiamo puntato il dito verso l’autista ma abbiamo, appunto, formulato una domanda. Che rimane ancora attuale.
RCdC

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