12 nov –L ‘ottava edizione del Cioccoshow è alle porte e potrebbe anche essere l’ultima in città. Il segretario della Cna di Bologna, Massimo Ferrante ha polemizzato con l’amministrazione per l’aumento del canone di occupazione di suolo pubblico per le bancarelle del Cioccoshow. “Abbiamo avuto moltissima pazienza accettando tutte le richieste di Comune e Soprintendenza: abbiamo modificato gli stand, ridotto gli spazi espositivi e rinunciato a piazza Maggiore”, ha detto Massimo Ferrante.
Negli anni scorsi il Comune chiedeva intorno ai 15 mila euro di canone; per l’edizione 2012 la richiesta è arrivata a 42 mila euro, e la Giunta ha applicato addirittura uno sconto del 25% all’iniziale richiesta di 57 mila euro. Ferrante, sentenzia: “Il Cioccoshow fa 300 mila visitatori l’anno e ha un indotto di 3 milioni di euro. Non è ammazzando quei due o tre eventi del genere che si fanno passi avanti a Bologna. Forse chi parla tanto di turismo pensa che l’asset strategico del rilancio della città siano i piccioni in piazza Maggiore. Troveremo un’altra città in cui fare il Cioccoshow”.
La Giunta però non fa passi indietro. Sei mesi fa il Consiglio comunale ha votato il cambio del regolamento sull’uso delle piazze; gli eventuali sconti da applicare ai singoli eventi sono soggetti alla discrezionalità della Giunta e considerato il Cioccoshow un evento commerciale ha avuto uno sconto del 25%. Secondo l’assessore al Marketing urbano, Matteo Lepore, bisogna tener conto del fatto che c’è un utilizzo del suolo pubblico per un periodo maggiore a quello dell’apertura dei battenti al pubblico e in un momento di crisi come questo e di difficoltà di bilancio, bisogna tenerne conto.
Alla minaccia di Cna di portare la kermesse altrove ha risposto anche il Sindaco, Virginio Merola: “Tutti possono dire al Comune che la loro iniziativa è talmente originale e meritoria che merita di essere esentata. A tutti io rispondo: ho meno 42 milioni il prossimo anno, sarà bene che le esenzioni della Cosap riguardino le attività non commerciali, limitandosi a fare degli sconti, come in questo caso abbiamo fatto. Sicuramente non ci si confronta con delle posizioni che dicono ‘o così o pomì e ce ne andiamo da un’altra parte’. Si accomodino.”
Altrettanto diretto e secco il commento dell’assessore alla cultura Alberto Ronchi: “E’ l’unica città in cui si aprono degli spazi commerciali e si chiede al comune di non fare pagare il suolo pubblico”.
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La Cna ha criticato l’inflessibilità del Comune anche di fronte ai Tdays, ma l’assessore Andrea Colombo ha precisato che “per consentire il rifornimento dei prodotti, è stato previsto, d’accordo fra Comune e BolognaFiere servizi, un servizio di navetta-merci a disposizione degli operatori, con una apposita piattaforma logistica fuori dal centro storico”.

