5 mag. – Cinque persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Bologna con l’accusa di omicidio colposo nell‘inchiesta sulla morte bianca accaduta il 21 aprile scorso nella sede dell’azienda metalmeccanica Almet Italia, situata a Bologna in zona Roveri. A perdere la vita era stato un operaio egiziano di 32 anni, colpito da una barra di alluminio partita da un macchinario per la lavorazione della filettatura di alluminio. Lunedì prossimo saranno compiuti gli accertamenti sul macchinario per capire se l’evento mortale è stato provocato da un errore di costruzione o da un problema dovuto alla scarsa manutenzione.
I cinque indagati sono il direttore generale Almet, il responsabile della sicurezza, il preposto del reparto e i due legali responsabili della Schelling (la ditta costruttrice del macchinario). Inscritte anche le due società Almet e Schelling.
IL pm Marco Mescolini sta cercando di individuare quanti incidenti mortali simili a quello che ha ucciso l’operaio egiziano sono avvenuti negli anni passati, per capire se il macchinario ha già creato problemi prima dell’incidente.

