19 dic. – “Un’azione violentissima e gratuita“. Commenta così Salvatore Calabrese, dirigente della Digos di Bologna, i tafferugli scoppiati ieri davanti all’Ikea. Secondo la ricostruzione della Questura un’agente della polizia scientifica, impegnata nelle riprese, è stata colpita al volto da una cinghiata che le ha provocato la rottura del setto nasale e diverse ferite al volto e al braccio. L’agente, che ha 41 anni, stava riprendendo con la telecamera i momenti di tensione davanti al punto vendita della multinazionale svedese quando, dopo una carica, lo schieramento dei carabinieri si è aperto e un giovane, che la Digos ha identificato in un 22enne appartenente al collettivo Crash, avrebbe colpita al volto con una cinghia.
Durissimo anche il commento del Questore, Vincenzo Stingone: “Non siamo solo preoccupati, siamo indignati“. “La protesta e l’indignazione – ha proseguito il Questore – ci possono stare, ma colpire una ragaza che sta facendo il suo lavoro non c’entra proprio niente”.
Una volta osservati tutti i filmati a disposizione, la Digos invierà alla Procura il rapporto, “questa volta per reati più gravi dei soliti” annuncia Calabrese. “Innalzeremo il livello dei reati da contestare” minaccia il numero uno della Digos bolognese, secondo cui ieri si è passato un limite. Se i reati di danneggiamento sono infatti più gravi di quelli di piazza, la violenza contro le persone è qualcosa che va ancora oltre: per questo la Digos annuncia che d’ora in avanti la mano sarà pesante.
Per quanto riguarda la manifestazione del 14 novembre scorso, la Digos ha denunciato dieci attivisti dei collettivi Cua e Crash: le accuse sono manifestazione non autorizzata, imbrattamento, getto pericoloso di cose. A sei di loro viene contestata anche la violenza privata (o in alternativa molestia e disturbo alle persone) per quanto riguarda l’episodio del blitz alla sede Cisl di via Milazzo.
Negli ultimi due anni e mezzo, sono state inoltrate alla magistratura, per reati di piazza, 2300 denunce e nel solo 2012 sono stati 500 gli avvisi di fine indagine riguardanti attivisti dei vari movimenti bolognesi. I più denunciati sono gli anarchici e i militanti di Crash e Cua.

