Timori e incomprensioni linguistiche nella morte di una lavoratrice cinese

2 nov. – La donna cinese che inizialmente si pensava fosse morta nel laboratorio  in cui lavorava per poi essere trasportata in strada,  ha invece perso la vita, nella notte tra lunedì e martedì, al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi. Era stata portata lì dal proprietario del laboratorio di pelletteria e dal suo compagno. E’ arrivata all’ospedale in stato di semi incoscienza, poco dopo e’ entrata in coma ed e’ morta.

La donna deceduta si chiamava Huaquin Lin, era regolare, residente a Genova e proprio ieri aveva compiuto 31 anni. Lei e il suo compagno, anche lui cinese, senza però i documenti, avevano mangiato all’interno del laboratorio di via Calvart, in cui vivevano e lavoravano, poi lei era andata a farsi una doccia.

Secondo il racconto del fidanzato a un certo punto ha avvertito un tonfo e l’ha trovata a terra. Alla donna usciva sangue dal naso ma era semicosciente e non voleva che lui chiamasse i soccorsi. Ha quindi deciso di avvertire il proprietario del laboratorio, che li ha accompagnati all’ospedale Sant’Orsola solo dopo aver consultato la moglie.

Nel tragitto i due hanno contattato il 118, ma – per incomprensioni linguistiche – non sono riusciti a chiedere soccorso.

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