Cinema. Serve a Bologna una Film commission?

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Bologna, 7 nov. – “La film commission di Bologna, così com’è non ha senso di esistere. Chiudiamola!” Emanuela Zaccherini, direttore di produzione e una vita trascorsa tra chi il cinema lo fa, nel corso di una conferenza stampa-assemblea davanti ad una platea di operatori del settore usa parole dure. “Non bastano i festival per fare il cinema” dice Zaccherini che, insieme all’attore Antonio Landi, ha creato un video-appello alla città “Film commission il cinema a Bologna non deve morire“.

Sul banco degli imputati, in una cappella Farnese piena di “maestranze” del cinema (tecnici, elettricisti, operatori, truccatrici), sono finiti gli assenti Alberto Ronchi e Gianluca Farinelli, rispettivamente assessore comunale alla cultura e direttore della cineteca di Bologna. Al fianco di Zaccherini e Landi si sono schierati anche il Movimento 5 Stelle e il Pdl. “La film commission non ha ragione di esistere perché non sta facendo niente” dice il grillino Massimo Bugani, a cui fa eco Galeazzo Bignami che parla di mancanza di volontà politica nel far funzionare la commission.

La film commission è un’autorità amministrativa indipendente che ha il compito di attrarre le produzioni cinematografiche e televisive. Si basa sul concetto che fare da sfondo ad un film o ad una fiction ha una ricaduta positiva sul turismo. Secondo Zaccherini visto il ruolo che sta svolgendo in questo momento la commission bolognese andrebbe chiusa.

Anche l’assessore Ronchi ammette che la commission è rimasta un po’ schiacciata, finendo in secondo piano, nel percorso di creazione della Fondazione Cineteca. D’altro canto però Ronchi non è così convinto che sia così necessaria una film commission cittadina. In Regione, infatti, l’assessore Massimo Mezzetti sta lavorando ad un progetto più organico di sostegno alla produzione cinematografica e secondo Ronchi “è quella la dimensione giusta”. Ronchi cita la Francia dove vi sono film commission regionali. Anche perché, “in questo momento – dice Ronchi – viste le difficoltà di bilancio il Comune non ha la possibilità di investire in questo settore”.  E comunque, ragiona per estremizzazione l’assessore, “se mi si chiedesse di ridimensionare l’attività della Cineteca per mettere dei soldi nella produzione cinematografica e nella Film commission a Bologna dico di no”.

La foto è di Oriana

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