3 apr. – In una cinquantina, gli attivisti del centro sociale Tpo si sono presentati come preannunciato di fronte al Cie di via Mattei, ma hanno trovato le porte sbarrate. La novità è che questa volta non entreranno nemmeno i consiglieri regionali Gian Guido Naldi (SeL – Verdi) e Monica Donini (Federazione della Sinistra). La causa? Una “circolare riservata” del Ministero degli interni che proibirebbe quello che fino a ieri era permesso, e cioè l’entrata nel Cie (in questi caso di Bologna) di tutti i politici, consigliere regionali dell’Emilia-Romagna compresi.
Ascolta Monica Donini sul divieto di ingresso Donini_web
Nonostante la trattativa nessuno è alla fine riuscito ad entrare. Nemmeno Raffaele Salinari, portavoce della Federazione della Sinistra ma anche rappresentante dell’associazione “Terres des hommes” che è riconosciuta dall’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati. “Fino a ieri Salinari poteva presentarsi al Cie senza neanche annunciare la visita- ha spiegato Monica Donini- invece oggi anche a lui è stato impedito di entrare, perché era necessaria una richiesta scritta”.
Gli attivisti hanno organizzato il presidio per protestare contro “la logica dei Cie, vere e proprie carceri”, e per concedere a tutti gli stranieri in arrivo dall’Africa un permesso di transito. Il tutto all’interno della Campagna Welcome, per la libertà di scelta.
A presidio terminato, quando i manifestanti stavano già recandosi in centro per partecipare al corteo contro la guerra in Libia, cinque giovani bolognesi a bordo di un’auto che stava percorrendo via Mattei, hanno abbassato i finestrini e lanciato insulti. Dopo aver superato i manifestanti, la retromarcia e ancora insulti. “Comunisti di m…”, una delle frasi. Alla fine uno dei giovani, sotto gli occhi dei Carabinieri schierati, è sceso dall’auto per affrontare i manifestanti urlando frasi minacciose ed è scoppiato un parapiglia con insulti e spintoni. La Digos ha identificato i cinque a bordo dell’auto che avrebbe riportato danni ad uno specchietto.

