Cie. “Mai peggio di così”

10 gen. – “Condizioni inaccettabili che non rispettano la dignità degli uomini”. Non usa mezzi termini la garante dei detenuti di Bologna Elisabetta Laganà per descrivere l’attuale situazione al Centro di identificazione ed Espulsione, dove vengono detenuti i migranti senza permesso di soggiorno e che dal 1 dicembre è gestito dal consorzio Oasi. Una situazione che “non è mai stata peggio di così” secondo le parlamentari Rita Ghedini, Sandra Zampa e Donata Lenzi, che visitano il centro di via Mattei ogni sei mesi. “Là dentro si sta peggio che in prigione” ha detto Zampa “e i diritti umani più basilari non sembrano rispettati”. “Lager pagati dagli italiani, che devono sapere come vengono spesi e sprecati i loro soldi” dice ancora la deputata.

Ci sono problemi al riscaldamento, finestre rotte, bagni rotti e sporcizia, condizioni sanitarie e igieniche preoccupanti. Non ci sono problemi di sovraffollamento, ci sono attualmente 30 uomini e 21 donne, a fronte di una capienza di 95 persone, ma i problemi sono molteplici. Ci sono diverse persone affetti da dipendenze, alcune donne vittime della tratta, altri che hanno perso il permesso di soggiorno a seguito della crisi economica. E’ stata una lettera dall’interno, firmata da 30 detenuti, a chiedere questa visita, perché si conosca la loro situazione.

La Garante per i detenuti Elisabetta Laganà garante

Tra le storie delle persone che si trovano rinchiuse c’è quella di una ragazza malata è detenuta da 9 mesi e quella di un uomo, chiuso nel cie dopo tre anni di carcere.

L’assessore Amelia Frascaroli si è detta “sconvolta”da ciò che ha visto: “La situazione è peggiorata, degradata dal punto di vista delle condizioni strutturali e umane, generali e di ogni singola persona”.

Dopo la chiusura, per mancanza di fondi, di tutte le attività delle associazioni all’interno del cie, la proposta di Frascaroli ora è quella di aprire uno sportello “dei diritti” all’interno del centro, gestito da volontari, per dare assistenza legale e serva per monitorare i diritti all’interno del cie.

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Assessore e parlamentari hanno subito inviato al prefetto e al questore di Bologna le richieste necessarie ad ottenere un incontro “urgentissimo”.

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