4 mar. – E’ in via di svuotamento in questi giorni il Cie di Bologna, in attesa dell’avvio di lavori di ristrutturazione decisi dalla Prefettura. Una chiusura temporanea, ma che potrebbe essere l’occasione per mettere fine ad un’esperienza fallimentare di gestione dell’immigrazione.
A sperare in questa possibilità è la garante regionale dei detenuti Desi Bruno, che chiede alla politica una decisione in tal senso. Le condizioni in cui vivevano i migranti negli ultimi mesi erano al di sotto del rispetto dei diritti umani secondo tutti coloro che hanno visitato il centro negli ultimi mesi, dalla stessa garante alle parlamentari democratiche, Rita Ghedini, Donata Lenzi e Sandra Zampa fino allo stesso sindaco Virginio Merola, che ne ha chiesto la chiusura a fine gennaio.
Ascolta la garante Desi Bruno desi-bruno-cie-chiuso-post
Ora spetta alla Prefettura indire una gara d’appalto per affidare i lavori, stimati in 150mila euro. Un iter che potrebbe richiedere alcuni mesi e permettere alla politica di intervenire.
Nel frattempo i detenuti sono stati trasferiti nei Cie di Roma, Milano, Crotone e Modena. Anche nel secondo cie della regione i problemi non mancano. Il consorzio Oasi, che gestisce i Cie delle due città emiliane a seguito di una gara al massimo ribasso, a Modena non paga regolarmente i dipendenti e a chiederne la chiusura oggi sono anche i sindacati di polizia. “Ogni tensione al Cie deve essere gestita con il personale impiegato in servizio di pattuglia, il che significa distogliere le Volanti impegnate nel controllo del territorio” denunciano Siulp, Silp, Sap, Consap, Ugl e Coisp con un comunicato unitario di protesta.


