Cie. Alfano non risponde sulla riapertura

CIE

Bologna, 16 mar. – Non una parola sulla riapertura del Centro di Identificazione ed Espulsione di via Mattei. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, oggi a Bologna per partecipare al convegno organizzato dal Nuovo centro destra per parlare di famiglia, non ha voluto rispondere alle domande, più volte fatte, riguardo il futuro della struttura di via Mattei.

Per due volte, a margine del convegno, abbiamo provato a porgli la domanda e lui è rimasto zitto, camminando velocemente verso il palco da cui avrebbe dovuto parlare. Al secondo tentativo, oltre al mutismo del ministro, si è unita un’occhiata gelida della portavoce.

Da tempo la città, istituzioni, partiti e movimenti, è mobilitata per chiedere che l’ex caserma Chiarini non venga più riaperta con le funzioni di carcere per persone che hanno commesso un reato amministrativo. La speranza di Palazzo d’Accursio era di poter trasformare il Cie in una sorta di centro di prima accoglienza per chi transita dalla città: togliendo sbarre e cancelli e rendendolo più confortevole. “Mai più cie” è il titolo di un appello lanciato in rete dal consigliere comunale del Pd Francesco Errani che ha raccolto più di 1550 firme. Anche la Regione, i partiti e i movimenti hanno messo in piedi campagne o azioni volte a non riaprire il centro.

Dal Ministero dell’Interno sembrano però convinti ad andare avanti e a riaprire. Sembra che i soldi necessari ai lavori di ristrutturazione siano arrivati in Prefettura e che quindi la riapertura possa avvenire nei prossimi mesi. Sembra, perché di tutto questo il ministro Alfano non ha voluto parlare.

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