Martedì ci ha lasciato Stefano Tassinari. Ci ha lasciato con i suoi libri, i suoi racconti, i suoi spettacoli teatrali, la sua voglia di lottare, i suoi articoli, le sue critiche, i suoi servizi al telegiornale. Giovedì 10 maggio dalle 9 alle 18 a Palazzo d’Accursio verrà allestita la Camera Ardente.
Ascolta il ricordo di Pino Cacucci Pino Cacucci_Tassinari_sito e l’ultima intervista a Humus sulla rassegna “Ritagli di tempo: storie dal 1971” del novembre 2011 Tassinari24nov2011
Caro Stefano, chi ha avuto la fortuna di ascoltarti ti ricorderà così, come quel formidabile narratore che sei sempre stato.
Stefano Tassinari è stato vicepresidente dell’Associazione Scrittori Bologna. Ha fondato e diretto “Letteraria”, rivista di letteratura sociale.
L’ultimo libro, D’altri tempi, è stato pubblicato nel 2011 da Edizioni Alegre.
Alla compagna Stefania De Salvador l’abbraccio più caloroso.


Un commento
Carissimi della radio, amici e tutti,
Ho portato spesso mio figlio alle iniziative di Stefano, soprattutto a quelle sulla nostra storia recente.
Non l’ho fatto solo perché mio figlio conoscesse la storia recente, né solo perché sapesse le cose su cui la mia generazione si è fatta adulta, né solo perché capisse come letteratura, storia, musica e arte costituiscano un insieme vivo, ricco di intrecci significativi che vanno letti, e goduti, per guardare il passato, ma anche l’oggi. No, l’ho fatto anche perché mio figlio capisse come si può credere nelle idee e quale cuore e intelligenza insieme si possono mettere nel fare le cose, nel realizzarle con voglia, combattendo se necessario anche contro il tempo che ci morde i polpacci anche se noi abbiamo la fortuna di poter fingere di non saperlo.
Conoscevo anche io come tanti Stefano, mio coetaneo, persona speciale, intellettuale umile e lucido. Era facile stimarlo e anche guardarlo con affetto e riconoscenza.
Un saluto speciale anche a Stefania, forte e bravissima sua compagna in tutto il suo percorso intellettuale e personale, poi moglie. Se Stefano mancherà a noi, non oso immaginare a lei.
Leila Falà
PS.: Questa mattina ho preso carta di giornale, l’ho colorata di inchiostro rosso e ho preparato così un piccolo mazzo di rose. Un mazzo di parole, una piccola metafora in forma di fiori che voglio portare a Stefania e a Stefano per un saluto.