23 mar. – Questa mattina a Bologna i giudici della Corte d’Appello di Palermo stanno interrogando Massimo Ciancimino, imprenditore figlio dell’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. L’udienza si svolge nella nostra città per motivi di sicurezza e sarà a porte chiuse. L’imprenditore siciliano è imputato di tentata estorsione, riciclaggio e intestazione fittizia di beni in un processo che si svolge con il rito abbreviato. In primo grado, Ciancimino è stato condannato a cinque anni e otto mesi. Insieme a lui sono sotto processo gli avvocati Gianni Lapis e Giorgio Chiron, considerati suoi prestanome. Oggi risponderà alle domande dei propri difensori. Da diversi mesi sta collaborando con i magistrati palermitani, rivelando particolari inediti sulla trattativa che ci sarebbe stata fra lo Stato e Cosa nostra nel periodo fra le stragi in cui furono uccisi i giudici Falcone e Borsellino. Ciancimino ha anche parlato del versamento di tangenti a politici, magistrati e imprenditori.
