4 feb. – I Cie possono essere chiusi, anche nell’immediato, perché può farlo il sindaco. Lo sostiene il garante regionale dei detenuti Desi Bruno anche alla luce del recente rapporto dell’Asl che ha realizzato una visita ispettiva al centro di identificazione ed espulsione di via Mattei e ne ha certificato lo stato di estremo degrado igienico-sanitario.
“Sono due le autorità che possono farlo- ha detto Bruno – c’è il ministero dell’Interno, da cui i Cie dipendono, e c’è il sindaco, che ha il potere e il dovere di tutelare la salute pubblica“. Lette le parole della garante la consigliera di Sel Cathy La Torre ha chiesto un’udienza conoscitiva.
L’avvocato Bruno è tornata a parlare di Cie a margine di un convegno dedicato oggi all’emergenza carcere nel quale è emerso che sono stati appena 300 in tutta la regione i detenuti, con pene inferiori ai 18 mesi, che hanno usufruito del pacchetto Severino che prevede la detenzione domiciliare.
Prima del convegno è stato presentato un accordo tra l’Università e l’ufficio del Garante. Una borsa di studio per un giovane laureato in giurisprudenza che abbia maturato una significativa esperienza nel volontariato per i detenuti. E una borsa di dottorato in discipline penalistiche a chi presenti un progetto che supporti l’ufficio del garante regionale dei detenuti. L’accordo si avvarrà di fondi dell’assemblea legislativa regionale, avrà durata di 3 anni e prevede anche che alcuni docenti si impegnino a coordinare tesi di laurea che siano di interesse per le attività del garante.

