Chiude la Mandarina Duck

Bologna 6 mar.- Il primo giugno chiuderà lo stabilimento della Mandarina Duck di Cadriano. La comunicazione è stata data a dipendenti e sindacati nel pomeriggio del 4 marzo ed è già stata aperta la procedura di mobilità per 20 dei 34 dipendenti. A Cadriano non si producono borse e accessori ma c’è lo spaccio e altre attività commerciali, secondo il piano del colosso coreano E Land i lavoratori che rimarranno andranno a lavorare a Milano. Per i sindacati è “una doccia fredda” spiega Roberto Guarinoni, segretario della Filctem Cgil di Bologna.

Nelle redazioni cittadine la notizia non è arrivata attraverso una comunicazione dei sindacati ma con una mail anonima, sicuramente di qualcuno intenzionato a far sapere la situazione e preoccupato perchè la notizia non si era ancora diffusa. “Questa scelta determinerà certamente un ulteriore impoverimento della realtà socio economica del territorio già duramente colpito dalla crisi – prosegue la mail – e come spesso accade saranno proprio i dipendenti gli unici a pagare per le scelte sbagliate di un management incompetente e irresponsabile”.

Già nel 2013 ELand aveva provato a chiudere lo stabilimento di Cadriano, decisione sulla quale si tornò indietro dopo i tavoli istituzionali. Tavoli ai quali i sindacati adesso ricorreranno nella nuova sede istituzionale della città metropolitana.

Mandarina Duck fu fondata nel 1977 dai cugini Paolo Trento e Pietro Mannato, un brand che negli anni ’80 raggiunge il massimo del successo grazie agli zainetti che ebbero una diffusione globale. Nel 2011 fu acquisita da ELand, colosso della moda della Sud Corea formato da 200 marchi.

Roberto Guarinoni, segretario Filctem Cgil di Bologna

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