Chiosco del Parco dei Noci. Il Comune pronto a mandare le ruspe

6 sett. – I proprietari del chiosco abusivo di crescentine di Borgo Panigale ora devono rimettere tutto a posto, sanare la situazione, altrimenti il Comune di Bologna manderà le ruspe. E se l’amministrazione finora ha proceduto con cautela nella vicenda è solo per “governare una situazione indubbiamente complessa”, dato che nel quartiere i cittadini sono molto affezionati a quell’attività. L’assessore comunale all’Urbanistica Patrizia Gabellini al question time a Palazzo D’Accursio ricostruisce la vicenda del chiosco di Parco delle Noci. A chiedere chiarimenti, in aula, è  stato il capogruppo del M5s, Massimo Bugani, che sulla questione ha preso una posizione forte.

Dopo un verbale di giugno della Polizia municipale (a seguito di una segnalazione da parte di un residente), i proprietari del chiosco hanno fatto ricorso al Tar, racconta l’assessore. Il tribunale, però, il 9 maggio lo ha respinto e la sentenza è stata depositata il 5 agosto. Adesso, quindi, il proprietario deve demolire tutto ciò che ha costruito abusivamente e riportare il chiosco alle misure originarie, altrimenti, dopo 45 giorni il Comune procederà con un’ordinanza di demolizione pagando di tasca propria e per poi rivalersi. Le risorse comunali “che useremo”, nel caso della necessità di ricorrere alle ruspe, va avanti Gabellini, “derivano dalle sanzioni edilizie incassate dall’amministrazione che ammontano ad oltre un milione di euro l’anno, e che per legge regionale sono vincolate proprio per la rimozione degli abusi e per la riqualificazione”. Assieme a questo il Comune si occuperà di risistemare l’intera area del Parco dei Noci, dopo una serie di incontri pubblici. Quanto alla responsabilità sui controlli, precisa Gabellini, chi doveva occuparsene erano lo Sportello unico per l’edilizia, l’Ufficio tutela del paesaggio e il nucleo di vigilanza edilizio della Polizia municipale, ma anche il servizio tecnico bacino Reno per la Regione Emilia-Romagna. Tutta l’operazione ha avuto dei tempi lunghi “perché da lato eravamo tutti d’accordo sul ripristino della legalità, ma dall’altro il luogo è delicatissimo per le frequentazioni, molto abitato dai residenti con conflitti tra le parti”. Per questo, conclude l’assessore, mentre si agiva, “si è portato anche avanti il confronto con tutti, allo scopo di poter governare una situazione indubbiamente complessa”.

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