6 nov. – Dove raccolgono i soldi per sostenere le proprie attività i partiti di estrema destra italiani? E’ la domanda da cui parte l’inchiesta condotta dal settimanale l’Espresso in edicola questa settimana. Ne abbiamo parlato con Giovanni Tizian, che, insieme ad Andrea Palladino e Stefano Vergine, ricostruisce “la rete imprenditoriale creata negli anni da Forza Nuova e CasaPound“. L’inchiesta descrive la “multinazionale nera” su cui possono contare, a pochi mesi dalle prossime elezioni politiche, i due gruppi uniti “da una radice comune”, ovvero il movimento neofascista Terza Posizione.
Radice comune ma scelte d’investimento diverse: botteghe da una parte, alta finanza dall’altra. Mentre “CasaPound ha investito in settori più vicini al territorio, più visibili”, spiega il giornalista (per esempio su marchi di abbigliamento, gioiellerie, barberie), “Forza Nuova ha costruito una rete finanziaria pazzesca”, che comprende anche “qualche strana società offshore”.

