23 lug – Il 31 luglio sarà una “data di non ritorno” per 15 negozi della catena Plenty, fallita nei mesi scorsi; “se quei negozi hanno motivo di esistere bisogna che lo trovino rapidamente”. A dirlo è stato il curatore fallimentare, Mauro Morelli, presente in commissione Attività produttive e commerciali a Palazzo d’Accursio. Il dottor Morelli si era già occupato dei fallimenti della famiglia Dall’Olio nel 1994, quando i proprietari della Beca-carni acquistavano carni avariate dall’Urss per rivenderla a prezzi vantaggiosi sfruttando i finanziamenti per gli aiuti umanitari della Cee.
Albrea e Bodal, due delle tre società del gruppo proprietario di Plenty, sono fallite e dei 19 punti vendita 15 sarano messi all’asta il 31 luglio; Morelli spera che a comprare i negozi sia un acquirente unico e infatti all’asta ci sarà un unico lotto dei 15 Plenty. L’acquirente dovrà assumere anche i lavoratori dei punti vendita, che al momento sono in cassa integrazione. Se non ci sarà un acquirente interessato a comprare l’intero lotto, i 15 negozi saranno messi in vendita in 3 microlotti da 5 punti vendita.
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