Check-up. Monti non demorde: «Farò l’identikit a tutti i candidati sindaco»

Non si è fatto intimorire dalla «spazzatura umana e politica». Così infatti Giorgio Guazzaloca aveva definito la sua iniziativa: un check-up per tutti i candidati a sindaco, come gesto di trasparenza verso gli elettori.

Anzi, Antonio Monti, presidente regionale dell’Anisap (l’associazione che raggruppa gli ambulatoti privati della Regione) ai nostri microfoni rilancia. «A maggio farò l’identikit dei candidati su 4 elementi: salute, cultura personale, cosa i candidati hanno fatto nella loro vita e le prime tre grosse proposte per Bologna. Verrà tutto pubblicato a mie spese. E’ trasparenza – conclude Monti- non eugenetica».

Le polemiche e le prese di distanze nel corso delle ore hanno contagiato un po’ tutti, ma Monti non demorde. “Bologna vive una grave crisi economica e morale, c’è bisogno di un sindaco sano. La salute può essere giudicata. Non può essere un elemento privato: deve essere messo sul tavolo.”

ASCOLTA ANTONIO MONTI

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La proposta di Monti ha surriscaldato il dibattito politico. Oggi Giorgio Guazzaloca (dieci anni fa ebbe un mieloma multiplo) sulle pagine del “Corriere della Sera” parla di «metodi nazisti». Gli altri sfidanti pian piano rivedono le loro posizioni e dicono no all’iniziativa del presidente regionale dell’Anisap. «E’ una campagna becera» fa sapere ora Flavio Delbono, dopo che in un primo momento aveva detto sì. «E’ fuori luogo discutere della salute dei candidati», sostiene adesso Alfredo Cazzola. All’inzio pure lui era d’accordo.

Ieri, infine, è arrivata anche la bocciatura del sindaco Sergio Cofferati («una proposta pessima») e del leader dell’Udc Pierferdinando Casini («è razzismo politico»).

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