7 nov. – Un terremoto al largo della costa, l’onda da 14 metri che si alza e poi si abbatte sulla centrale nucleare gestita dalla Tepco, i noccioli dei reattori 1, 2 e 3 che vanno verso la fusione e infine la contaminazione dell’ambiente. L’11 marzo 2011 ha segnato l’inizio del disastro per il Giappone: 150mila sfollati, la creazione di una zona rossa, e un livello di radioattività che resterà sopra la soglia di sicurezza per decenni. Entro due settimane partiranno le operazioni per trasferire le 1300 barre di combustibile del reattore 4 di Fukushima. Un’operazione delicatissima che in caso di errore potrebbe portare ad un nuovo disastro. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia. Infine abbiamo intervistato Matteo Gagliardi, co-autore di Fukushame, documentario che sarà proiettato domani alle 19.15 al Cinema Odeon di Bologna all’interno della rassegna Sala Doc.
