Cgil verso la nomina del nuovo segretario

Bologna, 22 apr. – Ore decisive alla Camera del Lavoro per la nomina del nuovo numero uno della Cgil bolognese e tutti le previsioni guardano a Maurizio Lunghi. La Cgil è ancora senza segretario dopo il mancato secondo mandato di Danilo Gruppi. Per tutta la giornata di domani, mercoledì 23 aprile, si terranno le consultazioni da parte della segretaria nazionale Susanna Camusso con i 150 membri del direttivo. Camusso torna sotto le Due Torri dopo il summit “esplorativo” di due settimane fa. Per il pomeriggio di giovedì 24 aprile, invece, è in calendario la riunione del direttivo che potrebbe eleggere il nuovo segretario.

Il condizionale è d’obbligo, ma da più parti si conferma che i centri regolatori nazionali, a cui spetta formalmente la proposta, punteranno sul sicuro avanzando il nome di Lunghi: componente della segreteria uscente con l’incarico di responsabile delle politiche contrattuali, della rappresentanza e della sicurezza sul lavoro, ex Fiom e gia’ segretario Filt. Tecnicamente un segretario “debole”, si ragiona in via Marconi, ma paradossalmente proprio questo dovrebbe giocare a suo favore costringendo le diverse anime della Cgil alla collaborazione. Al punto tale, prevede l’agenzia Dire parlando con i sindacalisti, che all’elezione di Lunghi si arriverebbe con un consenso “mai visto prima” a Bologna.

Se questo quadro fosse confermato, il nome del nuovo segretario potrebbe essere ufficializzato nelle prossime 48 ore e questo, tra l”altro, consentirebbe alla Cgil di evitare l’imbarazzo di arrivare all’appuntamento del Primo maggio in piazza Maggiore senza segretario.  L’1 maggio “non so se ci sarà il nuovo segretario”, ha dichiarato in conferenza stampa Nadia Tolomelli, componente della segreteria uscente, che coordinerà la tavola rotonda sull’Europa rappresentando via Marconi. “Stiamo lavorando, nei prossimi giorni vedremo se ci sono le condizioni per definire una soluzione- continua Tolomelli- o se la situazione richiederà tempi più lunghi”. Di certo, “stiamo cercando di chiudere questo cerchio nel modo più veloce possibile”, conclude la sindacalista. In via Marconi c’è chi fa notare, comunque, che l’1 maggio non deve rappresentare una deadline a tutti i costi: “La priorità è trovare una soluzione certa e di prospettiva. Se dovesse servire qualche giorno in più, non mi straccerei le vesti”.

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