Cgil. “Troppo pochi stranieri tra i delegati sindacali”

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10 giu. – Sono  oltre 66.392 gli iscritti alla Cgil di origine straniera, il 18% degli attivi,  ma pochi diventano Rsu o vengono eletti negli organi dirigenti. Sono solo il 3,5% gli stranieri tra negli organi confederali e di categoria. La Camera del Lavoro dell’Emilia Romagna mette il tema sul tavolo del prossimo congresso e lo fa a partire dal convegno che si è tenuto oggi a dipartimento di Storia di San Giovanni in Monte.

Secondo Mari Hakinwumi, delegata Filcams-Cgil, le difficoltà che creano questo scarto derivano soprattutto dal senso di debolezza del lavoratore straniero. mari-cgil

Dal sindacato di via Marconi c’è la promessa di  “investire su una nuova politica dei quadri”, puntando su formazione, ricambio generazionale e della struttura della rappresentanza, tenendo presente il carattere multietnico della propria basa.
La critica maggiore però va alla politica che deve modificare, secondo la Camera del Lavoro, la legislazione sull’immigrazione. Le richieste della Cgil riguardano il superamento del” contratto di soggiorno per il lavoro subordinato”, che lega permesso e posto di lavoro, la cancellazione del reato di clandestinità e la chiusura dei Cie e nuove leggi sulla cittadinanza e il diritto di voto. Tra questi ovviamente lo “Ius soli” nella versione della campagna “L’Italia sono anch’io“, per dare cittadinanza a bambini nati con almeno uno dei due genitori regolarmente residenti oppure iscritti alla scuola dell’obbligo”.

 

 

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