Bologna, 27 gen. Dopo le associazioni che si occupano di diritti umani, a bocciare il sindaco Merola e la sua proposta di aprire un nuovo Cie a Bologna (si chiamerà Cpr, centro per il rimpatrio) arriva anche la Cgil dell’Emilia-Romagna.
“Definimmo i Cie una esperienza fallimentare, luoghi in cui sono costantemente violati i diritti umani e la dignità delle persone – recita un comunicato della Cgil regionale – luoghi che lungi dal risolvere il problema dell’identificazione hanno prodotto lunga e inutile detenzione. Da non ripetere mai più!”.
Poi l’attacco al sindaco: “Perché oggi, in nome di un generico e poco articolato senso di sicurezza e decoro urbano, il sindaco Merola fa affermazioni così strampalate e gravi , che chiamano in causa e mettono in discussione modalità di accoglienza e integrazione positivamente agite dalla collettività?”. La Cgil ricorda la contrarietà di Merola per quanto riguarda i Cie, espressa nel 2013 ma anche 12 mesi fa (“Non passano“, disse alla stampa) e poi chiede alla politica di “non trattare le questioni sociali esclusivamente come problemi di ordine pubblico e sicurezza, cadendo nel tranello di strumentalizza paura e insicurezze”. Infine l’invito: “vogliamo ribadire una questione fondamentale: chi delinque ed ha già scontato una pena in carcere , se straniero e ha perso il diritto a rimanere sul territorio italiano, deve essere direttamente rimpatriato , senza la necessità di ulteriori , inutili ed inaccettabili trattenimenti amministrativi – in realtà detenzioni – all’interno di strutture dedicate . Ecco, vorremmo che anche il sindaco Merola continuasse a parlare di questo”.
Antigone boccia Merola: “Sul nuovo Cie dichiarazioni da leghista”
Il sindaco Merola è stato criticato anche da esponenti del suo partito. Intervistata da Repubblica Bologna la parlamentare Pd Sandra Zampa si è detta “sbalordita” ma, questa la speranza della democratica, “forse il sindaco non si è spiegato bene”.
Critiche anche da Liberi e Uguali. Rispetto ai Cie la senatrice Maria Cecilia Guerra dice di essere “tendenzialmente contraria”, perché “parliamo di qualcosa che creerà forte tensione sul territorio”. Il decreto Minniti ancora non ha disciplinato i nuovi Cpr, parliamo di un tema pericoloso e finché non c’è il quadro normativo non mi sembra sia il caso di esprimere entusiasmo sulla questione”.

