Crisi: è emergenza sociale

Nella provincia di Bologna il ricorso alla cassa integrazione ordinaria è cresciuto nel 2009 di 10 volte rispetto all’anno precedente. Il settore più colpito è quello metalmeccanico in cui si è passati dalle 390mila ore di CIG del 2008 agli 8milioni 390mila ore di quest’anno con un incremento del 2148%. Questi i dati presentati dalla CGIL di Bologna che per bocca di Danilo Gruppi, della segreteria provinciale, non ha esitato a parlare di emergenza sociale. Per due motivi. Il primo: da gennaio finiranno le casse integrazione ordinarie partite a maggio 2009 e migliaia di lavoratori rischiano di rimanere senza reddito con un conseguente alto rischio per la tenuta della coesione sociale. Il secondo motivo: nonostante gli accordi firmati con le imprese diretti a tutelare i posti di lavoro, nella sola provincia bolognese la disoccupazione è cresciuta del 22%. La maggior parte dei lavoratori che hanno perso il posto sono maschi tra i 25 e i 44 anni.
Per far fronte a questa situazione emergenziale, la CGIl ribadisce la propria azione nazionale e locale. Al governo nazionale, infatti, il sindacato di Epifani continua a richiedre il raddoppio dell’indennità di disoccupazione, al momento senza ottenere risposte. Agli enti locali, Regione Provincia e Comune, il sindacato chiede di fare di più proponendo un piano di lavori di pubblica utilità. La messa in sicurezza delle scuole e la riconversione degli edifici pubblici nel solco di una maggiore efficienza energetica, dicono dalla CGIL, potrebbero creare un volano positivo per l’occupazione nella nostra provincia.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.