Cgil: “Perché Coop Costruzioni non usa gli ammortizzatori sociali?”

Bologna, 7 mar. – E’ caduto come un fulmine a ciel sereno l’annuncio di Coop Costruzione di non rinnovare i contratti di solidarietà ai suoi lavoratori. Gli esuberi dichiarati sono 200 su 400 dipendenti nella coop edile. “Gli ammortizzatori sociali ci sono ancora, non si capisce perché non si possano usare” commenta Maurizio Maurizi, segretario della Fillea Cgil di Bologna. I contratti di solidarietà potevano essere rinnovati per un altro anno, secondo Maurizi, per poi passare alla cassa integrazione. Questa però non sembra essere l’intenzione dell’azienda.

Giovedì 12 marzo è prevista un’assemblea tra i lavoratori di Coop Costruzioni mentre già da lunedì Cgil Cisl e Uil presenteranno la richiesta dell’apertura di un tavolo di crisi alla Città Metropolitana.

La crisi di questo settore è però innegabile e Maurizi invita ad un ripensamento dell’edilizia: “Bisogna che le imprese di costruzioni comincino a pensare ad una riconversione: valorizzazione del patrimonio esistente, messa in sicurezza dal punto di vista sismico e idrogeologico, non si può continuare a pensare che l’edilizia sia la costruzione del nuovo”.

Coop Costruzioni parla di una manovra di salvataggio da 40 milioni. “Una profonda trasformazione” per “salvaguadare il patrimonio di conoscenze e capacità garantendo continuità e, in prospettiva, creando nuovo lavoro” si legge nel nuovo comunicato della cooperativa che sottolinea: “qualsiasi altra interpretazione” che sarebbe “priva di fondamento”.

Il colosso cooperativo dell’edilizia spiega che oltre ai 200 esuberi ci sono altri temi: “I punti del piano di riposizionamento sono concentrati in sei mosse: forte azione di riorganizzazione dei servizi di sede; valorizzazione delle migliori competenze interne da realizzarsi anche attraverso l’esternalizzazione di servizi non strategici; dismissione di attività interne despecializzate e ritenute non più strategiche nei confronti della futura filiera di produzione; massima concentrazione sulla gestione della commessa da realizzarsi anche con l”implementazione di nuovi investimenti informatici; disinvestimenti immobiliari, valorizzando le attività’ di servizio e le attività di gestione manutentiva; disinvestimenti nelle attività di servizio complementari all’attività di costruzione, concentrando gli investimenti nel settore del Global service stradale e gestione del patrimonio immobiliare e manutentivo”.

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