11 giu. – La Cgil Bologna ha presentato oggi i dati sugli effetti che – secondo il sindacato – la manovra economica del governo avrà sui cittadini bolognesi. Si è parlato di licenziamenti, pensionamenti di massa ma anche di carenza di organico negli enti pubblici e di calo drastico dei servizi.
In particolare, il segretario cittadino della Cgil, Cesare Melloni, ha parlato di licenziamenti per effetto del taglio di almeno il 50% dei contratti a tempo determinato nel settore pubblico, mentre Michele Vannini, della Fp-Cgil, ha sottolineato che dall’anno prossimo saranno a rischio 120 medici del Policlinico Sant’Orsola insieme a molti ricercatori dell’Alma Mater. Per quel che riguarda l’istruzione, con il 50% del taglio della spesa per i contratti di collaborazione, nei prossimi tre anni “saranno buttate fuori 2700 persone dalla scuola, dall’università e dagli enti di ricerca”, ha spiegato Sandra Soster della Flc-Cgil.
Melloni ha sottolineato come la manovra del governo avrà effetti anche sul settore privato, in particolare sulle imprese che lavorano con la pubblica amministrazione, e che il problema dei pensionamenti riguarda anche l’impiego privato, che subisce il blocco delle uscite dal lavoro per anzianità per 12 mesi, a causa delle cosiddette “finestre mobili“. “Questa manovra – secondo Melloni – probabilmente è solo una prima trance e a Settembre forse ne arriverà un’altra correttiva“.
La Cgil Bologna, in occasione dello sciopero generale proclamato per il 25 giugno, ha annunciato una manifestazione in città.
Nel pomeriggio, l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Carlo Lusenti, presentando la campagna estiva per le donazioni di sangue, ha detto che “il rischio che questa manovra determini una vera difficoltà del sistema c’è tutto”.

