1 apr. – Saranno circa 70 mila i lavoratori, giovani e pensionati che dall’Emilia Romagna si sposteranno a Roma per la manifestazione nazionale della Cgil sabato 4 aprile. Per raggiungere il Circo Massimo sono stati organizzati sei treni speciali e 800 pullman, ma molte persone si muoveranno anche con mezzi privati.
Tra i motivi della manifestazione c’è soprattutto la protesta contro l’accordo separato sul sistema contrattuale, tema sul quale la Cgil ha indetto un referendum tra i lavoratori. Complessivamente 3 milioni e 400 mila lavoratori, il 96,27% di chi ha votato, si sono espressi contro l’accordo siglato dal Governo e gli altri sindacati confederali.
In Emilia Romagna i “no” sono stati 407.671 (il 95,67%), solo a Bologna e provincia 106.246. “Cisl e Uil dovrebbero riflettere su questo risultato – ha commentato Danilo Barbi segretario regionale Cgil – con questo accordo la democrazia e la libertà sindacale sono a rischio”.
I numeri della crisi. Tra gennaio e febbraio i lavoratori in cassa integrazione ordinaria nelle aziende dell’Emilia Romagna (che erano 16.217 a dicembre 2008) sono aumentati di cinque volte rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Nel settore metalmeccanico sono 1.500 le aziende e oltre 56.000 i lavoratori interessati dalla Cig. La Cgil prevede inoltre che i tagli nel pubblico impiego provocheranno almeno 5.000 licenziamenti nei prossimi dodici mesi. Durissima la situazione per i lavoratori precari: da novembre 2008 a gennaio 2009 sono 35 mila le persone che hanno perso il posto.
“Evitare i licenziamenti collettivi, allungare la cassa integrazione fino a 104 settimane (adesso è prevista solo per 52 settimane) e aumentare i massimali per i lavoratori, avanzeremo queste proposte al tavolo regionale anticrisi”, ha aggiunto Barbi.

