7 set. – Senza soluzione di continuità. Dalla sala dibattiti centrale della Festa dell’Unità – “la prima volta da protagonista” – come afferma con orgoglio, ai nostri studi per un microfono aperto a caldo.
Maurizio Cevenini arriva un po’ provato dalla serata e con circa 300 sms ancora da leggere da ieri sera, ascolta le voci raccolte alla festa (molti gli entusiasti, ma diverse anche le voci critiche che non credono in lui), e poi prende la parola chiarendo quello che lui intende per candidatura: “una candidatura che non sia di partito e stia all’interno di primarie serie con altri candidati credibili”. Queste per il Cev le condizioni imprescindibili, “altrimenti – avverte – posso anche non partecipare”.
Gli chiediamo se gli attuali candidati che potrebbero sfidarlo alle primarie (Campagnoli, Anselmi, Mariucci) rappresentano già ora una situazione accettabile per le primarie la risposta è positiva, si può fare: primarievere
Cevenini vuole fare i conti con “l’ombra” che lo insegue, quella del “Cevenini privatizzatore”, e così ai nostri microfoni conferma che per trovare una soluzione al buco di bilancio da 20 milioni di euro si può discutere di vendere delle quote delle società partecipate, partendo da Hera, così come presto imporrà la legge:
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Ma sulla scuola è netto: smentisce di aver mai detto di voler aumentare i finanziamenti alle private:
Diritti civili: pur favorevole alle unioni gay, da sindaco – senza una legge – non celebrerebbe mai matrimoni di persone dello stesso sesso, “una provocazione che può essere utile – afferma – ma che giudico una forzatura”:
No alla costruzione di una nuova grande moschea in città, sì a diversi piccoli luoghi di culto. Questa la posizione di Maurizio Cevenini
Ecco infine le voci raccolte ieri sera dopo l’intervento di Cevenini alla Festa dell’Unità: ci sono gli entusiasti ma non mancano le voci critiche:
Foto di Paolo Righi – Meridiana immagini

