21 giu. – “Per fare cassa si vendono i gioielli di famiglia”. E’ questa, secondo la Fiom, la ragione della vendita del Cermet, la società senza fini di lucro che si occupa di certificazione di qualità dei prodotti e dei processi. Un’azienda metalmeccanica particolare dato che la proprietà è divisa tra Regione Emilia Romagna, Unindustria Bologna e Cna; 104 dipendenti in tutta Italia, la maggior parte nei laboratori di Bologna. Il progetto di cessione è in cantiere dal 2008, spiegano i sindacalisti, ma negli ultimi mesi “ha subito un’accelerazione”, secondo i lavoratori a causa dei problemi economici, di Cna soprattutto.
I lavoratori hanno scioperato oggi per chiedere un incontro congiunto con le proprietà. I possibili nuovi acquirenti li preoccupano, in particolare il gruppo tedesco Dekra, che avendo una struttura forte in Italia potrebbe pensare di tagliare posti di lavoro in esubero. L’altro concorrente in gara è l’olandese Kiwa, mentre un gruppo australiano ben visto dai lavoratori è stato escluso all’ultimo momento.
L’azienda non è in passivo, ha un fatturato che si aggira sui 12-13 milioni di euro ed ha anche recentemente comprato una piccola azienda dello stesso settore, la Unavia Cert. “Nel momento in cui la crisi colpisce duro un’azienda di servizi e innovazione come questa sarebbe da tutelare” è il pensiero di Giordano Fiorani, segretario Fiom.
Secondo Michele Vitali, Rsu Fiom, i dipendenti si sarebbero sentiti più tutelati se almeno la Regione fosse rimasta con una quota nella proprietà, ma così non sarà. Michele Vitali

