La fabbrica di cereali crea polveri. E i vicini si lamentano

Bologna, 20 mag. – E’ l’ennesimo caso di difficile convivenza tra case e industria. Questa volta ad essere sotto osservazione è una ditta di Bentivoglio, la Cappello, specializzata in prodotti agricoli.
A lamentarsi sono una quindicina di cittadini che lo scorso 13 aprile hanno inviato una lettera a Palazzo Malvezzi, nella quale si segnalano le polveri che si infiltrano nelle abitazioni, il transito di mezzi pesanti nonostante il divieto in vigore su quella strada e l’ampliamento dello stabilimento, che sarebbe “in contrasto con le informazioni a suo tempo avute dal Comune circa la sua delocalizzazione”.

L’assessore all’Ambiente, Emanuele Burgin, rispondendo all’interrogazione del capogruppo Udc Mauro Sorbi afferma che al suo ufficio la lettera non è mai arrivata. Ad ogni modo, “ho già provveduto a chiedere all’Arpa una verifica”, assicura Burgin, precisando che la Cappello svolge la sua attività in base ad un’autorizzazione rilasciata dalla Provincia nel 2006.
Per quanto riguarda il nuovo capannone ed il traffico di mezzi pesanti, “dev’essere coinvolto il Comune” di Bentivoglio, afferma Burgin. Sul fronte delle emissioni, invece, l’assessore riferisce che l’azienda si occupa di essiccazione di cereali e questa attività “normalmente non crea problemi”, anche se “chiaramente- aggiunge Burgin- una cattiva gestione dell’impianto può portare ad una situazione di difficile convivenza” con il vicinato.

 

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