Centrodestra. Bignami tenta il meeting dei rottamatori

Bologna, 10 giu. – L’intento è ambizioso: “Ricostruire il centrodestra italiano dalle persone, dalle norme ma soprattutto dai valori e dai contenuti”, ma le aspettative dell’appuntamento lanciato dal consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami, sono più limitate. La sala del Baraccano in cui si terrà l’appuntamento dei “rottamatori” del centrodestra infatti non contiene più di 120 posti.

Ci saranno interventi da tre minuti per tutti, postazioni per registrare i videomessaggi e tavoli di lavoro, su tutti quello dedicato alla costruzione delle primarie, con tanto di bozza di regolamento. Un appuntamento senza simbolo di Forza Italia, ma aperto a tutto il centrodestra. Il parlamentare Elio Massimo Palmizio, coordinatore regionale di Fi, la cui presenza era stata inizialmente annunciata, scarica i contestatori: “Il contestare anche Berlusconi rende evidente la volontà di superare Forza Italia per creare qualcos’altro senza il presidente”, osserva Palmizio che dunque annuncia di non poter assistere e partecipare ad una operazione del genere. Sarà invece presente Alberto Balboni (numero uno di Fratelli d”Italia in Emilia-Romagna), spiega Bignami. Altri nomi, per ora, non ne saltano fuori. Diversi dirigenti nazionali hanno telefonato per dire che “se invitati sarebbero venuti”, continua il consigliere regionale, “ma noi abbiamo scelto di non invitare nessuno”.

Niente a che fare col dibattito che si sta svolgendo a Roma e che ha al centro il nome di Raffaele Fitto: “Non intendiamo- è la risposta- entrare nella bagarre accesa che c’è a Roma”.

L’obiettivo è poi organizzare più avanti un evento “più grosso”, da realizzare “speriamo altrove in Italia”.  Nel mirino dei “rottamatori” azzurri c’è il “sistema pseudofeudale” che attualmente regge il movimento: “Se vieni cooptato, ti viene attribuito un territorio- afferma Bignami- e non devi rispondere a nessuno di ciò che fai”, con conseguente “degrado continuo della vita interna del movimento”. E non solo: “Se un movimento perde 9,5 milioni di voti in cinque anni, è normale che qualcuno chieda conto alla classe dirigente di cosa ha combinato”, manda a dire Bignami. Non a caso, il tavolo principale di sabato sarà dedicato alle primarie, con il coinvolgimento di un ingegnere gestionale e l’intenzione di mettere subito mano ad un vero e proprio regolamento. Il punto di partenza è il meccanismo statunitense dei “caucus”, ma “non ci presenteremo con un pacchetto già pronto”, assicura Bignami.

Una cosa però è certa: l’obiettivo è arrivare a primarie per tutti, “dal caposcala del condominio al presidente del movimento”, afferma Bignami, passando per candidati sindaci ed aspiranti premier. Nessun tabù: “Intendo dire anche Silvio Berlusconi”, mette in chiaro Bignami, perché “non si possono fare le regole pensando già alle eccezioni”.

 

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