Centro democratico. Una lista di ex a sostegno di Bonaccini

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Bologna, 13 ott. – “Non siamo il centro che si vende al miglior offerente”. Bruno Tabacci, leader del Centro Democratico, ha presentato a Bologna, all’Hotel Corona d’oro, la lista Centro con Bonaccini, che alle elezioni regionale del 23 novembre prossimo sosterrà il candidato del centro sinistra alla presidenza della regione Emilia Romagna.

A fare gli onori di casa Elena Torri, sindaco di Lizzano in Belvedere e coordinatrice provinciale del partito di Tabacci. “E’ un’operazione politica importante”, sottilinea Torri, che unisce al partito di Tabacci, la lista Democrazia Solidale dell’ex presidente della provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai. In platea e in lista sono molti ex: delusi da Scelta civica, ex dirigenti dell’Unione di Centro di Pierferdinando Casini, ex consiglieri regionali dell’Italia dei Valori. Alcuni hanno trovato spazio in lista, come il consigliere uscente Matteo Riva, coordinatore regionale di Centro democratico.

Tra i sostenitori ci sono anche l’ex Idv Liana Barbati, il consigliere comunale di Bologna 2016, Stefano Aldrovandi, l’ex sindaco comunista di Ferrara Roberto Soffritti.

“Siamo con Bonaccini avendo espresso una preferenza anche alle primarie. Ma quello della coalizione non è un principio superato”, avverte Tabacci, che vuol presentare un’alternativa ad un Pd-pigliatutto e tentare di spostare al centro il baricentro della coalizione. Non è una caso che gli strali di Tabacci si abbattano sulla battaglia condotta proprio in queste settimane dai sindaci, Virginio Merola in testa, per la trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso. Da Tabacci e i suoi un stop a qualsiasi ipotesi di equiparazione tra unioni tra persone dello stesso sesso e matrimonio tradizionale. A mandare su tutte le furie i “centristi che guardano a sinistra” c’è l’idea che il matrimonio gay sia l’apripista per le adozioni alle coppie gay.

Tabacci parte dalla propria esperienza di bambino rimasto orfano di padre in tenera età. Ma “un conto è che accada una disgrazia, un conto è che noi organizziamo finte famiglie sulla base di meccanismi che non hanno niente a che fare con la natura umana. Io penso ai più piccoli”, sottolinea Tabacci.

Per il leader del Centro democratico la trascrizione da parte dei sindaci ha “efficacia nulla, zero” e “obbligata” è stata la reazione negativa del ministro dell’Interno Angelino Alfano. E poi “perché questi sono andati a sposarsi all’estero? Se non possono vuol dire che c’è bisogno di una legge in Italia, non che i Comuni provvedano automaticamente alla trascrizione”.

Insomma “deve essere chiaro che è una forma di protesta” quella dei sindaci. In Regione comunque “Centro per Bonaccini” non fara’ proposte in materia al candidato presidente. “Non è materia regionale e dubito che sindaci possano fare come vogliano”, è la risposta di Tabacci alla domanda dei cronisti.

      Tabacci

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