“Berretta Rossa”. Bologna maps attraverso i suoi centri sociali occupati

16 mar. – E’ un’altra mappa della città. Quella degli spazi autogestiti e dei centri sociali raccontata da Valerio Monteventi e Serafino D’Onofrio in “Berretta Rossa” edizioni Pendragon. Una mappa che negli anni si è arricchita di decine di luoghi dove si sono concentrati i desideri e i sogni di diverse generazioni. Gli autori danno voce a personaggi immaginari, alcuni ricordano figure mitiche di quei luoghi, per raccontare la “gioia e rivoluzione” di realtà che hanno arricchito questa città. Oggi presentazione alla Feltrinelli di piazza Ravegnana con gli autori, frate Benito Fusco e Rudi Ghedini.

Il titolo del libro si riferisce al Berretta Rossa, il prato davanti alla Certosa dove venne occupato un centro ricreativo comunale che era vuoto da anni. E’ una storia del 1976, un anno prima di quel ’77 che avrebbe marchiato a fuoco Bologna. Nelle oltre 200 pagine c’è spazio per l’Isola nel Kantiere e per La Fabbrika, per il Livello 57 e per il Tpo, per Crash, il Vag61 e l’XM24. Ma vengono raccontate storie magari meno conosciute come lo Zenit, bar di periferia in San Donato, che è servito come luogo di aggregazione per tanti giovani di periferia. E non mancano spazi “mitici” come il 36 occupato in via Zamboni e centri sociali che sono durati una stagione come Riva Reno 122…

Buona lettura anche sul sito oppure su Facebook

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.