1 mag. – Sarà il primo impianto solare per l’Università di Bologna quello che verrà installato sui tetti della facoltà di Agraria: la nuova centrale della potenza di 150kWp consentirà di far risparmiare circa 180.000 kWh all’anno di energia elettrica, evitando l’emissione di 110 tonnellate di anidride carbonica. Il risparmio nella quota di consumi di energia elettrica verrà reinvestito in ricerca: i circa 40.000 euro in meno nella bolletta dell’Ateneo consentiranno di finanziare due assegni di ricerca annuali, dimostrando “come una fonte di energia rinnovabile gratis e democraticamente distribuita possa illuminare la ricerca scientifica”. Con la realizzazione di questo impianto l’Ateneo di Bologna vuole dare un primo contributo alla produzione di energia ecocompatibile e impegnarsi nella lotta ai cambiamenti climatici e l’uso consapevole delle risorse. L’impianto sarà inoltre capofila di una rete virtuale di impianti fotovoltaici per la solidarietà tra i popoli, nei quali chiunque avrà la possibilità di adottaré un “tassello” di silicio attraverso una piccola donazione economica (per info, www.luceevitaenergia.it). Così, l’impianto diventerà una “grande tavola” che accoglierà quanti vogliono partecipare al progetto di solidarietà: il ricavato della vendita dell’energia sarà destinato a sostenere progetti di pianificazione energetica in quei Paesi da cui oggi stiamo sottraendo le fonti energetiche. E’ questo lo spirito del progetto “Free” (Fotovoltaico per la Ricerca Eco ed Equo solidale), promosso tre anni fa dall’associazione Luce&Vitaenergia. L’idea, concepita da Leonardo Setti del Dipartimento di Chimica Industriale e dei Materiali dell’Università di Bologna, è quella di permettere a tutti, attraverso un piccolo sforzo economico, “di contribuire a cambiare il perverso sistema che lega i Paesi produttori a quelli consumatori e a proteggere l’ambiente minacciato dal riscaldamento globale”. Il progetto, patrocinato dal Wwf Italia, prevede inoltre “una giornata simbolica per l’accensione annuale degli impianti del network e durante la quale realizzare incontri, convegni, meeting, in tutte le strutture ospitanti gli impianti in cui l’ energia, l’ambiente e l’etica possano trovare un luogo comune di ascolto”.
