Bologna, 18 nov. – L’Emilia-Romagna e’ la quinta regione piu’ cementificata in Italia. Lo dicono i dati Ispra (Istituto superiore per la Ricerca Ambientale) elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo cui nel 2012 (ultimo anno disponibile) l’8,6% del suolo emiliano-romagnolo era coperto da
asfalto o cemento, con un incremento del 2,1% rispetto al 1989.
In altre regioni la situazione e’ pero’ ancora peggiore: una su tutte il Veneto, che insieme alla Lombardia guida la classifica con il 10,6% di suolo cementificato, in cui l’aumento del consumo di suolo e’ stato del 3,8% (la Lombardia si ferma invece al 2,4%), esattamente il doppio della media nazionale che
si attesta all’1,9%. Sul gradino piu’ basso del podio c’e’ invece la Campania (9,2% e +1,8% rispetto al 1989), seguita dal Lazio (8,8% e +2,9%). A livello nazionale, i dati diffusi dalla Cgia dicono che il 7,3% del territorio italiano e’ cementificato.
“In questa analisi – segnala il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – abbiamo valutato il consumo di suolo, vale a dire la quota di superficie coperta con asfalto e cemento interessata dalla costruzione di edifici, capannoni, strade, infrastrutture, insediamenti commerciali, eccetera… rispetto alla superficie totale”. Bortolussi osserva inoltre che “le realta’ maggiormente interessate dalla cementificazione sono anche quelle che in questi ultimi anni hanno subito i danni ambientali piu’ pesanti a seguito di allagamenti, esondazioni, frane e smottamenti”, il che significa che “dove si e’ costruito di piu’, i dissesti idrogeologici sono stati maggiori”.
(DIRE)

