Bologna, 3 nov. “E’ evidente che siamo sotto un attacco interno da parte di poche persone di cui ci fidiamo o io stesso mi fido”. Dopo la notizia dell’esposto di due attivisti di Monzuno, Paolo Pasquino e Stefano Adani, che denunciavano irregolarità nella raccolta firme per la lista regionale del M5s il consigliere comunale del M5S Massimo Bugani ritorna sulla querelle interna: per Bugani si è trattato di sabotaggio. Lo stesso consigliere aveva già dichiarato negli scorsi giorni ai nostri microfoni di non aver messo messo su Facebook il “mi piace” che gli contestavano Pasquino e Adani. E cioè il “like” che Bugani avrebbe messo sotto al commento di un militante che dichiarava di aver firmato a Roma per la lista dell’Emilia-Romagna. Pratica vietata dalla legge, che impone la raccolta firme sul territorio di competenza. Un nostro ascoltatore ci ha però segnalato su twitter l’esistenza dello screenshot che mostra il “like” incriminato, rimosso insieme al post dal social network. Ma, Bugani, intervistato nuovamente da noi, non fa retromarcia: “Non avevo letto quel commento e non ho mai messo quel mi piace. Capita spesso in ufficio o ai nostri incontri che qualcuno mi chieda il tablet o il pc per verificare una cosa”. Secondo il consigliere bolognese, quindi, si è trattato di un’azione di sabotaggio mirata che strizza l’occhio all’operazione “messa in piedi dai signori di Monzuno” che, per Bugani, “stanno difendendo da settimane in maniera becera l’unico condannato del Movimento”. Il riferimento alla vicenda di Andrea De Franceschi, escluso dalla lista a 5 stelle, è chiaro.
Mentre sulle altre accuse sollevate dagli attivisti dell’interland bolognese che hanno anche presentato un esposto ai carabinieri sulla vicenda Bugani assicura di non aver mai raccolto firme a Roma e ai banchetti in Emilia-Romagna “era sempre presente il segretario bolognese del M5s Stefano Negroni, autorizzato a raccogliere le firme dal sindaco il 9 ottobre”.
Infine Bugani mette in guardia: “Su questa faccenda non chiuderemo un occhio per via del danno di immagine al Movimento e al sottoscritto”. Detto in altre parole: è pronta la contro querela.
Giovanni Panebianco


