Cazzola vuole le dimissioni, Guazzaloca si smarca

6 mag. – Il watergate alla bolognese nel giro di 24 ore è diventato l’argomento principale della campagna elettorale.

Giorgio Guazzaloca per ora aspetta che esca un quadro più chiaro dalla procura. Nell’attesa, ospite questa mattina da “E’ tv”, comincia però lentamente a smarcarsi da Alberto Vannini: «Lo conosco per una persona per bene e una persona seria. Delle volte, devo dire, butta il cuore oltre l’ostacolo».

L’ex sindaco, pronto a scaricare il suo braccio destro nel caso venga riconosciuto l’artefice dell’operazione, va comunque all’attacco di Cazzola, chiedendo maggior trasparenza. «Rimane un dato, che io sono stato malato – puntualizza Guazzaloca – e che probabilmente Cazzola ha avuto qualche inciampo con la giustizia. Questi sono i due dati di fondo».

Il diretto interessato, Alfredo Cazzola,  approfitta della situazione: prima nega addirittura l’episodio («Il documento è falso. Io non ho mai patteggiato, nel 1999, nessuna condanna con nessuno»), poi chiede le dimissioni di Vannini e Guazzaloca, senza però citarli direttamente. «E’ una vicenda talmente grave – ha attaccato oggi Cazzola – che ora mi auguro che ci siano dimissioni e ritiro». La Procura, però, conferma che il patteggiamento dell’ex patron rossoblù c’è stato: i magistrati hanno interrogato il sistema e hanno richiesto un «certificato penale» di Cazzola, che è arrivato e «coincide riga per riga» con l’atto che è stato reso pubblico da D’Onofrio. Se Cazzola contesta la data, dalla Procura spiegano che in effetti il reato risulta commesso nel 1997, ma nei processi per reati tributari spesso la data a cui si fa risalire la commissione del reato è quella del momento in cui la Guardia di finanza avverte l’interessato del procedimento aperto.

Il Pd chiede tutta la verità da Giorgio Guazzaloca. «E’ arrivato il momento che l’ex sindaco ed ex commissario antitrust Giorgio Guazzaloca impari ad assumersi le proprie responsabilità», chiede il consigliere comunale Marco Lombardelli.

Nel frattempo Flavio Delbono va giù duro contro chi quel documento anonimo lo ha fatto girare: quelli di Bologna Città Libera. E in particolare con il loro candidato a sindaco, Valerio Monteventi. «E’ molto, molto triste vedere come un candidato dell’estrema sinistra, Valerio Monteventi – ha ricordato il candidato del centrosinistra –  si sia prestato a questo gioco per favorire un candidato del centrodestra».

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