20 nov. – Alfredo Cazzola avrà solo le briciole della caparra versata da Tacopina nell’estate del 2008, quando la sua Tag Partners sembrava pronta all’acquisto del Bologna F.C. Poi non se ne fece nulla e quel denaro rimase congelato in un conto di garanzia in una banca romana. Al Bologna dei Menarini, a questo punto, va un terzio delle “briciole”.
Alcuni giorni fa – scrive oggi il Corriere di Bologna – la Corte arbitrale di Roma ha stabilito che 1.750.000 euro torneranno a Tacopina, mentre 250.000 euro andranno ad Aktiva, controllante del Bologna. Secondo i giudici “Aktiva si è resa colpevole di aver proceduto in totale autonomia e senza consultare gli americani, ad assumere decisioni fondamentali di gestione (…) pur dopo aver sottoscritto il contratto di vendita e prima del passaggio di proprietà.”
I 240.000 euro restano ad Aktiva perché in quell’estate del 2008 la società americana dopo il termine fissato del 15 luglio chiese ancora tempo per concludere l’acquisto. Che poi non ci fu. La somma ora sarà divisa tra Cazzola e Menarini: al primo il 63% e il 37% al secondo. Le quote vennero decise dai due quando, in quell’estate del 2008, Menarini diventò proprietario unico del Bologna, liquidando Cazzola.

