27 giu. – Daniele Corticelli parte alla conquista del civismo perduto. Il fondatore dell’associazione Il metrò che vorrei, che avrebbe dovuto essere il vicesindaco in una eventuale giunta Cazzola, a conclusione della tornata elettorale si separa dall’ex patron del Bologna. In consiglio comunale darà vita ad un gruppo a parte, Bologna capitale, di cui sarà il probabile capogruppo. A seguirlo saranno Paolo Castelli e Antonio Fiammingo, mentre ancora non è ufficiale il sì di Ilaria Giorgetti. Mentre Cazzola ha detto di voler essere “una voce sulla città” («Gesto nobile» – secondoCorticelli), il suo delfino punta alla riunificazione del fronte civico. L’ex guazzalochiano chiede ai colleghi di archiviare asprezze e diatribe elettorali. E se annuncia un’opposizione «ferma e dura», per Delbono l’invito è al dialogo su progetti e contenuti: «Serve una nuova stagione di confronto per rilanciare davvero la città».
Con Cazzola non è stato divorzio, ma separazione consensuale. Lo testimonia la nota scritta dallo stesso ex candidato sindaco, che assicura che i contenuti sono condivisi. Corticelli conferma: «Ci coordineremo con lui».
Nel Pdl intanto le divisioni sono sempre più nette. L’apertura al dialogo con Delbono, da parte del coordinatore regionale Gianpaolo Bettamio, è stata seccamente smentita dai due coordinatori cittadini Fabio Garagnani e Galeazzo Bignami: «La battaglia elettorale nel Comune di Bologna ed in tutta la regione ha visto il Pdl nettamente alternativo alla sinistra e crediamo che l’impegno da noi assunto debba essere mantenuto con assoluto rigore» – affermano i due in una nota in cui additano il consociativismo come il male oscuro della società bolognese. Giuliano Cazzola ironizza invece sulla situazione del candidato del centrodestra dopo la sconfitta: «Colui che invitava il Pdl ad isolare i “ribelli” soltanto perché non avevano condiviso una campagna elettorale all’insegna del gossip» – scrive in una nota – «si trova a sua volta isolato a riflettere sull’ingratitudine della politica, dopo aver investito un patrimonio soltanto per raccogliere un pugno di coriandoli».

