7 apr. Sarà civico, ma sicuramente al centrodestra (Lega Nord in primis) non sarà dispiaciuta l’uscita odierna di Alfredo Cazzola, che spara a zero contro i campi rom dai microfoni di Radio Tau.
“A mio avviso – racconta Cazzola – i campi andrebbero per lo meno presidiati”, cioè dotati di “una chiara identificazione con un’entrata e un’uscita”. Quindi, sintetizza, “con una sbarra ed un controllo su chi entra e chi esce”, in modo che le persone siano “sempre identificabili”.
Cazzola si spinge molto a destra e attacca come “buonismo straccione” l’approccio al tema delle ultime amministrazioni. “Il campo è un campo, un confine” e perciò “l’amministrazione comunale deve averne coscienza”.
La strada individuata da Cazzola è “legalmente percorribile” secondo il vice sindaco Giuseppe Paruolo che poi spiega. “In citta’ ci sono tre campi di sosta, al Savena, al Navile e a Borgo Panigale, in grande maggioranza abitati da Sinti, che sono di cittadinanza italiana e residenti a Bologna da lungo tempo”.
Sull’uscita di Cazzola è intervenuto anche il Pd attraverso il coordinatore cittadino Maurizio Degli Esposti. “”L’idea di trasformare Bologna in un gigantesco Cpt non e’ solo inquietante, ma assolutamente irrealistica.”

