Catena umana a Caorso per dire NO al nucleare

21 mag. – Erano in più di duemila mano nella mano per formare un lungo sepentone che unisse il centro di Caorso con l‘ex centrale nucleare in dismissione. Una parte dei manifestanti no nuke si è radunata al campo sportivo del comune in provincia di Picenza mentre altrisi posizionavano sulla statale che porta alla centrale, poi hanno cominciato a sfilare. Quasi due chilometri di bandiere e striscioni che hanno chiesto di non tornare indietro, di rinunciare nel rispetto della salute e dell’ambiente, a prendere la strada dell’atomo.

L’iniziativa ‘Vota sì’ per fermare il nucleare è stata organizzata dai comitati referendari per la consultazione del 12 e 13 giugno, ma vi hanno partecipato molte realtà del mondo politico e dell’associazionismo: Legambiente, Cgil, Arci, Ya Basta, WWf, e anche i partiti Pd, Idv e Sel non hanno fatto mancare la loro presenza.

In manifestazione c’erano anche due assessori regionali Sabrina Freda e Gian Carlo Muzzarelli che hanno ricordato che “é dal 2009 che ribadiamo l’assoluta indisponibilità dell’Emilia-Romagna alle centrali nucleari. Del resto, il piano di ritorno al nucleare è insicuro, contraddittorio, lacunoso e costoso: basti dire che non trovano risposte i dubbi più preoccupanti: come assicurare la sostenibilità del nucleare dopo uno stop di un quarto di secolo, come smaltire e stoccare le scorie, dove trovare le risorse necessarie”.

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