Cassero. Centrodestra contro la convenzione, e arriva un secondo esposto

Bologna, 23 mar. – Questa settimana sono attesi in Consiglio comunale alcuni ordini del giorno con cui diversi consiglieri di opposizione chiederanno di mettere in discussione la convenzione che garantisce al Cassero la sede della Salara. Gli ordini del giorno arrivano dopo le polemiche scatenate dalla consigliera del Pd Raffaella Santi Casali sulle foto scattate durante la festa “Venerdì credici” e pubblicate sulla pagina Facebook del Cassero, giudicate da alcuni di sapore blasfemo. “Non trovo una sola ragione per cui questa roba debba avere luogo in una sede del Comune e finanziata coi soldi di tutti”, scriveva Santi Casali sul proprio profilo FB postando a sua volta una delle foto che contestava.

Probabilmente, però, non ci sarà spazio per discutere gli odg prima di mercoledì o giovedì, quando il Consiglio proseguirà la discussione sul bilancio di previsione che si apre oggi. Il capogruppo di Forza Italia Michele Facci ne presenterà uno per chiedere che la Salara venga messa a bando fra le libere forme associative. Farà una richiesta simile la capogruppo della Lega nord Lucia Borgonzoni, che però aggiungerà un altro odg per sostenere la formula della convenzione con il pagamento dell’affitto.

Il Movimento 5 Stelle, invece, ha chiesto le dimissioni del presidente del Cassero Vincenzo Branà.

“Nessuna  censura,  ma  il  Cassero si assuma la responsabilità di una grave offesa, che ha molto più del volgare e provocatorio”, aveva detto in una nota Palazzo D’Accursio la settimana scorsa.

Duro l’attacco della Curia bolognese, che è tornata sulla vicenda anche questa fine settimana attraverso un editoriale su “Bologna sette” in cui apprezza le scuse del Cassero ma bolla la serata incriminata come “indegna della nostra convivenza civile“.

Forza Italia e Nuovo centro destra hanno anche fatto una denuncia in Procura contro il Cassero. Ora ne arriverà un’altra in Corte dei Conti. Lo ha annunciato oggi il consigliere comunale Marco Lisei (di Fi). Nell’esposto si dice che il Comune di bologna avrebbe violato la normativa nazionale che prevede che i contributi alle associazione vanno date se non c’è scopo di lucro, e si accusa sempre il Comune di aver violato la normativa nazionale che prevede che le associazioni per avere contributi devono svolgere un’attività sussidiaria. Cosa che per Lisei non è avvenuta visto che secondo lui il Cassero è solo un locale notturno. Per la Giunta la replica è spettata all’assessore alla cultura Alberto Ronchi, che ha difeso il Cassero ricordando le attività sociali, culturali e legate al welfare che si svolgono nel circolo. “Il fatto che noi non facciamo pagare l’affitto e che noi permettiamo di svolgere alcuni tipi di attività permette di reinvestire questi soldi in progetti che ricadono non sulla città, ma che fanno di Bologna un punto di riferimento a livello europeo. Questi sono i fatti”, ha detto Ronchi. “Il caso è più che chiuso”, ha detto più volte l’assessore.

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