
Il presidente del Cassero Vincenzo Branà durante la protesta in Consiglio comunale
Bologna, 26 mar. – “No, assolutamente nessuna scusa. Siamo un movimento che si occupa di diritti delle persone gay, lesbiche e trans, è impensabile che io non possa usare la parola omofobia”. Non ci sta Vincenzo Branà, presidente del circolo Arcigay Il Cassero di Bologna. Dopo la protesta di ieri in Consiglio comunale, culminata con l’accusa di omofobia alla consigliera Pd Raffaella Santi Casali, Branà non cede alla richiesta di un passo indietro arrivata da praticamente tutto il Pd di Bologna. “Non permetto a nessuno di attaccare una mia consigliera, ora Branà chieda scusa”, ha tuonato ieri il segretario del Pd bolognese Francesco Critelli. Branà invece contrattacca, parla del Pd come di un “partito che tiene dentro tutto e il contrario di tutto, senza riuscire ad esprimersi rispetto alla questione dei diritti lgbt”, di un partito che “per inserire tra le priorità la lotta alle discriminazioni tra le priorità del Comune ha dovuto emendare un ordine del giorno firmato dai suoi stessi consiglieri”, “perché un pezzo di Pd aveva depennato dal suo orizzonte la lotta alle discriminazioni”.
Branà cita il caso di Caffarra, arcivescovo di Bologna che ha messo sullo stesso piano Isis e Cassero lo stesso giorno dell’attentato in Tunisia. “Il Pd è rimasto in silenzio, gli unici che hanno preso posizione criticando Caffarra sono stati i membri della comunità ‘Noi siamo Chiesa’ – dice il presidente del Cassero – Vedo un partito accartocciato su se stesso, che pensa solo a stare unito e che ha dentro di sé una componente di destra. Sulla nostra pagina facebook c’è stato chi ha parlato di sciogliere i gay nell’acido. Non abbiamo ricevuto nessuna telefonata, solo l’assessore Ronchi ha lanciato l’allarme sull’attacco infame che stiamo subendo”.
“Lo ammetto – continua Branà – ieri ho sbagliato dicendo che Santi Casali non rappresenta nessuno. Dovevo dire che non rappresenta nessuno a sinistra. La cultura rappresentata dalla consigliera è espressione della destra, altrimenti la lotta alle discriminazioni sarebbe un suo problema e una sua battaglia”. Deluso dal Pd? “Non solo io – dice Branà – C’è uno scollamento del partito rispetto alla realtà di questa città, e non lo diciamo noi del Cassero, lo testimonia anche l’astensione alle scorse regionali. A noi sembra di parlare un linguaggio totalmente differente, se oggi mi si dice che il presidente dell’associazione lgbt non può parlare di omofobia, beh questa è una cosa terribile”.
Il Pd si ricompatta dietro Santi Casali, ma l’odg anti-Cassero non c’è più
Il video della conferenza stampa del Cassero.

