Cassero. Anche il Pd vuole cambiare la convenzione

cassero salara

La sede del circolo Arcigay “Il Cassero”

Aggiornamento 24 marzo: Il Consigliere Benedetto Zacchiroli prende le distanze all’odg

Bologna, 23 mar. – Della parola “Cassero” nella bozza di ordine del giorno non c’è proprio traccia, semmai quella del circolo Arcigay di Bologna, nella tempesta dopo la pubblicazione di un set di foto “blasfeme“, è la classica presenza da convitato di pietra. Tutti guardano alla sede del circolo lgbt, nessuno osa nominarlo direttamente. Salvo poi ammettere, come fa il consigliere Melega, che sì, quel documento riguarda “anche il Cassero”. A firmare un testo che potrebbe dividere il partito democratico sono 6 consiglieri Pd comunali sui 18 che siedono sui banchi di Palazzo d’Accursio.

Maurizio Ghetti, Rolando Dondarini, Daniela Turci, Angelo Marchesini, Tommaso Petrella, Corrado Melega, Roberto Zacchiroli e Raffaella Santi Casali, cattolica tra le più dure contro le foto blasfeme del Cassero e prima firmataria di un testo che chiede alla Giunta di evitare “discrezionalità” nella concessione degli spazi, scongiurare le “rendite di posizione”, rendere “trasparenti” le procedure e “ottimizzare” le entrati derivanti dal patrimonio culturale. Un documento che affronta a tutto campo il tema delle libere forma associative, ma che arriva a solo un mese dalla scadenza della convenzione col circolo Arcigay di via Don Minzoni. E allora qualcosa dovrà cambiare anche per gli attivisti lgbtq della Salara, ragionano i consiglieri democratici. “Bisognerà guardare bene i numeri – conferma un prudentissimo Melega – ma poi se è il caso servirà mettere mano anche a quella convenzione lì”.

Cassero foto

Una delle foto “blasfeme” che hanno fatto indignare parte della politica bolognese

Nessuna spaccatura nel Pd, quel documento parla di scelte generali”, ricorda il capogruppo del Pd Claudio Mazzanti, che annuncia per domani un incontro per trovare la quadra tra tutti i consiglieri. “Non penso proprio ci siano spaccature”, assicura Daniela Turci. Qualche problema tra i democratici però dovrebbe esserci, perché altrimenti quella bozza con 8 firmatari su 18 sarebbe rimasta sui banchi dei consiglieri e del loro capogruppo Mazzanti, senza sfuggire di mano ed essere diffusa alla stampa come invece è avvenuto.

Il testo, che dopo la mediazione di domani dovrebbe trasformarsi in un ordine del giorno fatto e finito capace di accontentare tutte le sensibilità del partito democratico, traccerà la rotta che i democratici seguiranno per affrontare gli ordini del giorno anti-Cassero che l’opposizione ha già annunciato di voler presentare. Dietro quel testo, salvo sorprese, dovrebbero compattarsi tutti i consiglieri comunali del Pd. Le indicazioni che i consiglieri daranno alla Giunta saranno di ordine generale, poi spetterà alla squadra di Merola decidere se e cosa cambiare nel rapporto col circolo Arcigay, rapporto che comunque dovrà essere rinnovato a maggio, mese in cui scadrà la vecchia convenzione triennale. La parole dell’assessore alla cultura Alberto Ronchi in consiglio comunale sembrano, per il momento, scongiurare l’eventualità di cambiamenti drastici. “Io  ribadisco  il  fatto  che  noi  siamo  intenzionati a confermare questa convenzione, avendo ottenuto un risultato importante, che altre   amministrazioni  precedentemente  non  avevano  ritenuto  opportuno raggiungere,  cioè  il pagamento  delle utenze, e mi pare di poter dire che mettendo  a confronto i soldi investiti da questa attività con i contributi che  noi  diamo  e  la  ricaduta  su  questa città, siamo all’interno di un rapporto  proficuo  e  addirittura  da  imitare  dal  punto  di vista della sussidiarietà”.

 

 

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