Cassa integrazione all’Arcte di Borgo Panigale

21 apr. – La cassa integrazione straordinaria arriverà anche per i dipendenti del Gruppo Arcte di Borgo Panigale, azienda produttrice di intimo e pigiameria. A lanciare l’allarme sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che rivelano le intenzioni del gruppo: una ristrutturazione in cui si prevede il taglio del 50% dei dipendenti (oggi 183) e l’esternalizzazione del ciclo produttivo. Il gruppo, quindi, non produrrà più, limitadosi al disegno e alla commercializzazione dei prodotti. Per il momento si esclude la mobilità, ma si ricorrerà alla cassa integrazione. Le reazioni dei rappresentanti dei lavoratori non si fanno attendere. Dichiarati lo stato di agitazione e l’immediato blocco degli straordinari, oltre a un primo pacchetto di ore di sciopero e alla richiesta di attivazione di un tavolo di crisi con le istituzioni. Il Gruppo Arcte, in un comunicato diffuso da Unindustria, non nasconde le sue intenzioni confermando che “il processo di risanamento aziendale comporta conseguenze negative sulle strutture occupazionali esistenti”.

Da Unindustria anche un nota di Fini Compressors, che getta acqua sul fuoco rispetto agli allarmi lanciati dai sindacati nei giorni scorsi. L’azienda ribadisce la propria solidità alla luce dei “crediti, gli immobili e un patrimonio notevole che è dato dal nome e dal marchio Fini”, attualmente in trattativa per consolidarsi sul territorio stringendo accordi con alcuni partners, che non intende svelare.

La Provincia di Bologna distribuisce i dati sulla disoccupazione: 49.595 persone al 28 febbraio scorso, con un aumento di 3,5 punti percentuali rispetto al 31 gennaio 2009. Nelle liste di mobilità, invece, si contano 6.892 persone, con un incremento dell’1,3% dal mese precedente.

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