3 gen. – La Procura di Bologna ha chiesto l’archiviazione per l’omicidio di Alessandra Sandri, l’undicenne sparita nel centro di Bologna dopo essere scesa dal bus il 7 aprile 1975 mentre andava a scuola. Sul registro degli indagati, per quell’accusa, i magistrati avevano scritto il nome di Franco Mascagni, uno dei due bolognesi condannati nel 1982 per aver abusato della bambina, ora deceduto.
Mascagni a un nuovo testimone, rintracciato dagli inquirenti negli ultimi mesi, aveva confessato in passato di essere attratto da una giovane, aggiungendo che se questa l’avesse respinto le avrebbe “Fatto fare la fine di Alessandra”. Nel frattempo però sono morti sia il nuovo testimone che il presunto omicida e questo ha portato il procuratore aggiunto Valter Giovannini e il sostituto Giampiero Nascimbeni a chiedere l’archiviazione dell’inchiesta.
Gli inquirenti sono convinti di aver ricostruito cosa accadde quella mattina, anche se, come ha spiegato Giovannini, “Resta il rammarico di non essere stati in grado di restituire almeno il corpo alla famiglia”.
Mascagni raccontò al testimone che si era “sentito tradito” da Alessandra che gli aveva detto di aver raccontato a un altro uomo dei loro rapporti. L’uomo sarebbe, secondo gli inquirenti, Ignazio Parentela, un vicino di casa, anche lui nel frattempo deceduto, che aveva interrogato la bambina.
Alessandra fu vittima di abusi sessuali di adulti e due bolognesi vennero condannati nel 1982 anche grazie alla registrazione audio di 23 minuti che, poco dopo la scomparsa dell’undicenne, Parentela consegnò alla polizia. Per gli inquirenti la nuova testimonianza è quindi la prova indiretta che Mascagni l’abbia uccisa, per paura di quello che gli sarebbe potuto accadere o sentendosi “tradito” per i rapporti che la ragazzina aveva con l’altro uomo.
La prima inchiesta sul caso si concluse con un’archiviazione nell’ipotesi di un allontanamento volontario. Nel 1998 però venne riaperta dopo che, durante un’altra trasmissione di “Chi l’ha visto?”, emersero nuovi elementi sulla vicenda, ma l’inchiesta poi fu di nuovo archiviata. Nel 2008, ancora una volta dopo una puntata di “Chi l’ha visto?”, l’allora procuratore aggiunto Luigi Persico chiese la nuova apertura, compiuta dal nuovo aggiunto, Massimiliano Serpi, alla fine del 2009.

